venerdì 11 luglio 2008

DEVOCKA vs. DEVOTCHKA: LA FERRARA BY NIGHT È SOLIDALE

I Raconteurs sono senza dubbio una grande band, però sotto sotto c'è dell'altro. Il loro concerto è stato una bomba, però purtroppo a Ferrara c'è gente che soffre a causa loro e nessuno ci può far nulla. È una verità dura da mandar giù, qualcosa di molto difficile da ammettere, ma quando si tratta di drammi umani certe cose non bisogna nasconderle, ma bisogna esternare e testimoniare perché l'altrui sofferenza funga da monito verso il prossimo. La musica purtroppo non è solo gioia, ma c'è anche il rovescio della medaglia, l'aspetto negativo, la sofferenza, il dramma.
È infatti un vero e proprio dramma quello che sta vivendo la band ferrarese dei Devocka. Anni di sacrifici, investimenti, demo inviati a destra e a manca, concerti davanti a poche persone, concerti insieme ai Tonight, We Dance! che spaccano di più, sforzi per emergere, lingue felpate, aurore boreali, miraggi. Anni di Roy Rogers come jeans, anni di Happy Days e di Ralph Malph, anni di duro lavoro che se ne vanno in fumo in una calda serata di inizio luglio, e solo perché di spalla ai Raconteurs suonano i loro omonimi americani Devotchka, E dunque, come si devono sentire ora i Devocka a veder sbarcare a Ferrara i Devotcka, e soprattutto a vedere che un gruppo che suona qualcosa che sta a cavallo tra Gipsy Kings, Maximo Park e Ricky Martin è riuscito a trascinare il pubblico presente pur non proponendo nulla di particolarmente esaltante? Quale umiliazione pubblica hanno loro malgrado dovuto sopportare? Non riesco neanche ad immaginarlo, però i Devocka ferraresi hanno tutta la mia incondizionata solidarietà, anche perché i Devotchka saranno anche indiscutibilmente bravi, ma mi hanno fatto venire due palle così. Questione di genere musicale, o più probabilmente perché l'attesa per i Raconteurs si faceva sempre più spasmodica ed io non stavo più nella pelle.
E l'attesa non è stata tradita, perché i Raconteurs hanno spaccato anche solo per il fatto che Jack White è un improbabile morphing tra Vasco Brondi e Cesare Cremonini. Un grande gruppo, di quelli con le palle, di quelli che non ti lasciano un attimo di tregua, di quelli talmente signori che a fine concerto hanno ringraziato i presenti inchinandosi. Gira voce che dietro le quinte abbiano ringraziato chiunque capitasse loro a tiro e poi abbiano salutato a tutti tranne che Illo, perché Illo ha fatto appelloso - come in un ipotetico Megasalvi Show con Jack White protagonista al posto di Francesco Salvi, 1988 circa. Bei tempi quelli, come erano belli i tempi in cui a Ferrara i Devocka erano i Devocka e i Devotkcha erano degli emeriti sconosciuti. (A.S)



(Ill Bill Laimbeer)


Ah quelli sì che erano Happy Days…
Il Vostro Ill Bill invece, come un Lucignolo di serie B ha seguito il concerto da fuori in quanto sprovvisto di accredito.
E visto che 25 sacchi per gente che ha rovinato la vita ai Devocka non li volevo scucire (anche perché oggi mi vado a vedere Necro e Noyz Narcos e mi partiranno un casino di soldi in droga e mignotte) sono tanti ha atteso invano che qualcuno coinvolto nell’organizzazione mi riconoscesse e grato perché ho fatto mettere la pubblicità gratis su Rumore di Ferrara Sotto Le Stelle mi facesse entrare a sbafo. Niente da fare: sono entrati in serie senza pagare, la commessa di Mel Bookstore con la maglia degli Yo La Tengo, Luigi Tenco, i Righeira, l’ex commesso di Mel Bookstore, il tipo di Don Vito e i Veleno, Don Vito Cor leone, Don Vito Cor Veleno, Maisto Fresco e tutta la Ferrara che conta. Io, nonostante il mio diploma di ragioneria e nonostante avessi la maglia dei Black Flag di My War sono rimasto fuori. E da fuori non si sentiva niente, perché a duecento metri c’era il Bingo e i volumi erano bassi, sennò i comitati anti-rumore (non la rivista) gli mandavano i carabinieri a casa.
Il tempo di ricevere delle minacce dai napoletani con la maglia dei Necroamaro che vendevano le maglie bootleg dei Raconteurs (ma dove le producono e come se le procurano ste maglie? Perché Saviano non indaga?) e al secondo pezzo di Jack Black&White sono andato in piazza a godermi la movida cantando il seguente motivetto di Fabiano detto Inoki:

Sotto i portici viviamo street-life
siamo sempre per la strada mentre tu sei on-line
rinchiusi in qualche casa ci fumiamo gran linez
Ill Bill, Accento Svedese, Ferrara by night
sotto i portici viviamo street-life
siamo sempre per la strada mentre tu sei on-line
Ill Bill, Accento Svedese, Ferrara by night

Però c’eran troppi salentini con gli infradito in giro. Alla seconda maglia che ho visto di W lu Salentu: lu sule, lu mare, lu ientu, e lu divertimientu mi sono preso male e son tornato a casa.
Giornata nera per l’Ariete, decisamente.

3 commenti:

vittorio ha detto...

Musi lunghi tra i Devocka, ma bisogna supportarci...o sopportarci, visto che i gruppi di ferrara riescono a suonare solo a Ferrara e qualcosa come tipo 258 volte l'anno e sempre negli stessi 4 posti. Essere musicista a Ferrara è una scelta di vita radicale sullo stile del tipo di 'Into the Wild'. Siamo dei martiri.

Vitto

Attimo ha detto...

Vedo che siamo più o meno giunti alla stessa conclusione riguardo ai Racounters :-D

accento svedese ha detto...

Chi vuol fare musica, organizzare o parlarne a Ferrara è un martire. Ferrara è immobile ma noi la smuomeremo, ne sono convinto.