lunedì 3 novembre 2008

Chris Benoit from hell presenta: Bed Time For Demokrazia aka Italia, ultimo atto? aka Rumore #202




L’ultimo attacco di geometrica potenza portato al cuore dello stato maggiore di Rumore il mese scorso ha alfine fatto cedere il partito della fermezza. Questa volta non è una maurizio milani o un escamotage narrativo. Col prossimo numero Demokrazia, dopo anni di eluanico accanimento terapeutico saluta questa valle di lacrime, con me nel ruolo dell’angelo sterminatore: questa rubrica, figlia della violenza like Luis Buñuel, se ne va to the hell assieme al suo itanglish che tanto ha irritato una certa sinistra critica e militante, i cui padri non hanno mai capito che gli Inti Illimani erano dei contadini e gli fregava cazzi della rivoluzione, e venivano alle feste dell’Unità solo perché li pagavano tanto.....

Si sono così avverate le indyprofetiche parole del compagno di Comitato Dj Enzo che sul suo polaroid.blogspot.com in data 4 Ottobre 2004 (che è un po’ il mio 24 Settembre 622: metto questa data assumendomi il rischio di una fatwa perché conscio del nostro ruolo di Michele Profeti) commentando l’ultimo restyling di Rumore sentenziò: “Purtroppo esiste ancora la sezione Demokrazia. Mi chiedo che senso abbia fatta in quel modo. Non vi piace che la gente vi mandi dei dischi? Ditelo. Non vi piace la musica che vi mandano? Parlate solo di ciò che merita se c'è.” Dopo quasi quattro anni di battaglie, Victory is Ours dunque. Questa risoluzione strategica #22, scritta con una IBM a testina rotante e redatta dal Lago Della Duchessa, è l’ultima assoluta di Demokrazia. Il mese prossimo è tempo di tirare fuori il coccodrillo, da oramai troppo tempo giacente sul desktop.....

Voglio però rendere un Omaggio, Tributo e Riconoscimento, dedicandolo agli autori del cambiamento netto dello stile italico di scrivere musica, che comunica e invita a riflettere sulle tematiche proprie del vivere al passo coi tempi: questa vittoria non sarebbe mai stata possibile senza il contributo di tutti i recensiti, che dai campi e dalle officine, sui loro blog e sui loro myspace, piccati financo da un indubbio giudizio positivo su di loro sotto forma di voto espresso su scala decimale tipo (8) hanno commentato quasi indistintamente: “Rumore recensisce [mettete il nome del vostro gruppo qui] nella rubrica riservata ai demo. Ma [mettete il titolo del vostro cd] non è un demo. Su Rumore ultimamente sono confusi e non riescono molto a distinguere tra un demo e un disco autoprodotto.” Grazie a voi sono riuscito a capire che i vostri non sono demo e l’ho comunicato alla redazione, che ha acconsentito l’eutanasia. Stringetevi forte a me per le ultime recensioni, che la fine è vicina e mi appresto ad affrontare il sipario finale (conscio comunque di avere fatto tutto alla mia maniera).....

Ho provato per mesi a convincere i surfcorers ..La Piovra.. (myspace.com/lapiovra) a mandarmi qualche loro vinile, anche solo per accaparrarmi gratis gemme come la versione 2.0 di Disastro Sonoro dei Peggio Punx o le grafiche di riseabove.it. Ma giustamente, gente che si è fatta due tour americani ed è uscita su Youth Attack (www.ihateyouthattack.com, che ha fre le sue uscite anche No Age e Holy Molar, mica Il Genio e fichi), e che è riuscita a miscelare punk, r’n’r e cantato in italiano con risultati tutt’altro che trascendentali come potrebbe far pensare l’accostamento di questi tre addendi, gente che nei propri gruppi-progenie ha avuto fra le fila ceffi che poi son finiti nei Mojomatics, avrebbe voluto qualcosa di più di una citazione in questa rubrica. Come biasimarli, soprattutto ora che sono morti? Dalle loro ceneri sparse dall’inceneritore di Marghera sono nati nuovi gruppi, nella migliore tradizione emiliano-veneta. Spero di poterli recensire per la mia new (swamp) thing.....

From the west to the east: da Venice Beach al mare d’inverno (che è come un film in bianco e nero) dei Forget About Mario (myspace.com/forgetaboutmario), che rappresentano col loro Ferro Boat. Adamiticamente nati da una costola dei Winter Beach Disco, altro gruppo che dopo un po’ di gavetta ha avuto giustamente un minimo di visibilità, bazzicano però altri lidi. Bestemmio se uso il termine “noise melodico”? Prima ti fanno sudare coi furiosi beat disco-punk alla Numbers di Ullrich (con quella batteria e sopratutto quell’alternarsi di voce maschile e femminile non possono non ricordare il trio californiano), poi pian piano ti narcotizzano mandandoti a letto vestito senza esserti fatto la doccia, con una statica lullaby per la classe lavoratrice come New Tears. In mezzo ricchi premi e cottillons, organetti e avant gospel che uccidono l’hype: (8) pieno.....

A quanto pare però, devo ancora tirar fuori il termine “noise melodico” per scrivere dei Pazi Mine (myspace.com/pazimine). Rip Yourself Open Sew Yourself Shut inzia e finisce con una ridondante chitarra che pare doppiare e loopare un giro di scuola Botch (quelli di Saint Matthew Returns to the Womb, per intenderci). Tempestosa e Stressante Here: prima ti accarezza, poi nel minuto e mezzo finale prende le tue valentine, le fa sanguinare e le butta nel cassonetto assieme alle tue orecchie coi suoi feedback. Per dirla alla ..La Rochelle..: molto poco italiani. Il timore però - visto che la guitar heroine alla sei corde suona in altri due gruppi (Sorelle Kraus e Pilar Ternera, questi ultimi con membri di My Awesome MixTape e Fake P, non hanno ancora registrato niente ma li segnalo: myspace.com/pilarternera), e visto che il batterista è quello dei Super Elastic Bubble Plastic - è che la lontananza geografica e altri progetti rendano le mine poco pericolose, come invece solo quelle made in Italy sanno essere (7). ....

Riservo l’ultima recensione in assoluto di Demokrazia ai Lleroy (myspace.com/lleroymusic), nell’invana Hope For Men che almeno nei suoi ultimi due anni di vita questa rubrica venga ricordata per aver segnalato buona musica anziché, anche in questo caso invano, colpito giustamente (qualc)uno per educarne cento.....

Candidamente ammetto che se questo giornale fosse il paradiso, quindi il migliore dei magazine musicali possibili, Juice of Bimbo avrebbe avuto minimo un 8 e un posto su Facce Nuove il mese dopo. Ma se devo dirla tutta, qui non è il paradiso e all’inferno delle verità io dichiaro col sorriso che un giornale che, a ragione, osanna Putiferio e Teatro degli Orrori (ai quali va riconosciuto il merito di aver sdoganato e italianizzato un certo tipo di musica pesante di scuola Amphetamine Reptile, Touch&Go e bla bla), non avrebbe dovuto farseli sfuggire. Specialmente se il gruppo in questione ha mandato due dischi alla redazione. Visto che non sono sicuro che qualcuno si accorgerà di loro prima che il gruppo passi a miglior vita, come ..La Piovra.., vedo di segnalare io il cd (ovviamente registrato e mixato dallo Steve Albini de noantri: sapete tutti chi è quindi non lo nomino). Musica sub-popolare talmente irruenta da far Pisciare nei suoi Bleached Jeans il vostro critico ganzo, specialmente nelle due canzoni killer, In My Head e la tamarrissima 1-2-3 Kid. Con due titoli del genere, che citano i Black Flag e il wrestling della golden age di Dan Peterson, possono sbagliare? Se nello stivale avessimo spazi live decenti, sono certo che il power trio marchigiano non avrebbe bisogno di recensioni, questi c’hanno du cojoni così come un Postiglione di Compagni di scuola versione Less Talk More Rock. Sul mio personalissimo registro del professore i Lleroy mancano il 10 solo per la scelta, a mio sindacabile giudizio non troppo convincente, di cantare in italiano in Tetsuo. Cosa devo fare per far sì che vi procuriate il loro cd, che molto probabilmente rimarrà la loro unica testimonianza sonora visto che poi come al solito gli impegni extra musicali e i pochi soldi decreteranno la loro fine? Ve lo devo spedire a casa? Non è il demo del mese perché questo non è un cazzo di demo, è un (9) che sarebbe tale anche in una recensione regolare, fidatevi del vostro critico ganzo: also spracht Marco Pecorari (come per tutti i luchadores mascherati che vengono sconfitti, ecco svelata la vera identità dietro al gimmick Er-P; e Zombie Kid era uno della redazione a turno, giusto per farvelo sapere).....

Uno sguardo al final countdown prima di uscire: e come diceva my man Lobo, don’t cry for me fidiputt…....

.. ..

Voster Semper Voster,....

M.P.....

2 commenti:

Renato Q. ha detto...

Veramente eravamo stati un po' più cattivi, c'era scritto pure "un fake".

Un commosso ringraziamento per l'OTR, in effetti ce lo siamo guadagnato sul campo.

Anonimo ha detto...

Auhm, non era un riferimento specifico ad Humpty Dumpty ma a tutti i gruppi che a ragione (vedi La Piovra citati su quel numero) finivano su Demokrazia solo perchè gli altri collaboratori non se li filavano...poi la citazione era quella del post "rumore u-turn", ma ripeto, lo stesso vale anche per i Lleroy ad esempio, che hanno mandato 2 cd e non se li è cagati nessuno e giustamente dicevano che "demokrazia" gli stava stretto.



(Ill Bill che non sa fare a registrarsi)