mercoledì 15 ottobre 2008

Ascelle di guerra

Il Direttore era stato categorico, come solo lui sa fare: “Se non mi tirate fuori una recensione-wrestling entro tre giorni, vi caccio a calci in culo dalla redazione e vi sostituisco con Marcenaro e Filippo Facci, che ora Luca Sofri scrive su quel foglio tecnicamente omicida chiamato L'Unità e non è più dei nostri”. La minaccia di un calcio in calcio in culo da Giuliano Ferrara sinceramente era troppo per noi Cantori dell'Apocalisse, e dunque abbiamo deciso che era ora di muovere le chiappe e scrivere qualcosa di decente.
Rimaneva solo da scegliere il soggetto, l'evento in grado di risvegliare i nostri istinti più biechi ed animaleschi. Giorni e giorni a pensare, notti intere ad aspettarti, ad aspettare te, dimmi come mai, ma chi sarai, per farmi stare qui, e poi è arrivata l'illuminazione, il colpo di genio. Dato che a Giuliano Ferrara piacciono tanto i Sex Pistols, perché non provare ad andare a sentire live da Zuni a Ferrara quella che appare a tutti quanti come la loro più credibile reincarnazione, ovvero Il Genio? Sono in due, sono di Lecce, suonano roba cool, piacciono a tutti e sono stati ospiti al programma di Simona Ventura: impossibile mancare. Ed allora noi abbiamo preso i nostri quattro stracci, siamo partiti e non siamo più tornati, fashion victims vittime degli eventi.
Folla delle grandi occasioni, gente che vedi a concerti del genere e poi mai più, gente al primo concerto, telefonini al vento ad immortalare l'occasione della vita, lo spirito di Carlo Pastore che aleggia in sala (e ai cessi). Non importa se tutte le canzoni sembravano uguali ed indistinguibili, se le basi usate erano le stesse basi midi di Hanno ucciso l'uomo ragno, se lui aveva la stessa voce di Jocelyn che presentava i Kraftwerk nel 1983, se sembrava quasi di sentire una band alle prime armi: l'importante era esserci, e documentare con cura e dedizione alla causa. E noi abbiamo vissuto ogni istante ed ogni gesto di chi ci circondava, ma avremmo potuto seguire il concerto stando chiusi in bagno a parlare di quanto invidiamo i capelli al nero di seppia di Marcello Veneziani, tanto sarebbe stato lo stesso. Un gruppo pietoso, indifendibile, ed il bello era che gli stessi loschi figuri accorsi solo per loro sono tutti progressivamente scappati fuori dal locale, probabilmente spaventati dal lugubre guano sonoro proposto dal duo leccese. Quel che è successo non ci fermerà, il crimine non vincerà, fuggi fuggi generale però quando Il Genio ha suonato la megahit Pop Porno tutti i fuggiaschi sono corsi dentro, per essere ancora una volta protagonisti del Grande Sogno e spedirlo via Mms agli amici che non sono venuti.

(Ill Bill)
Loschi individui al bancone del bar domenica scorsa da Zuni, a rimpinzarsi del riso coi cereali a banco il festival del fuorisede salentino (piaga che oramai Bologna ha trasmesso a Ferrara).
Ma Niente reggae e niente soundsystem e Lu Papa Ricky…how could the hell could be any worse mi chiedo io? Il Genio è la risposta: l’apoteosi della schifezza, la sintesi della disgrazia di una certo indie salottiero italiano che risulta più irritante di Marino Sinibaldi di Radio rai tre.
Prendete una bella fighina wettinata col caschetto nero che sospira je t’aime moi non plus ma in italiano e 40 anni dopo Jane Birkin ma sexy come Lea di Leo meets Fernando di Leo e che manco ci fa vedere le tette o ci fa ridere come Tying Tiffany e il tastierista dei già paraculissimi Costeau de noantri Studio Ninetto Davoli (myspace.com/studiodavoli) che ebbero la loro estate di gloria un par d’anni fa grazie alla longa manus di Carlo Pastore?
Ill Bill ha sentito per la prima volta la hit un paio d’ore prima di recarsi da Zuni domenica scorsa, sospirata da Simona Ventura che prima della pubblicità usa pop corno come stacchetto. C’è bisogno di aggiungere altro? Sì, che come una vera indie rock swindle situazionista i due geni del male hanno fatto suonato per due volte la loro hit.
Questo gli garantisce un posto sicuro nella nuova serie di Meteore, assieme a Tracy Spencer, Corona, Haddaway, Lisa Stansfield, Yazz, i Vernice, Young Mc, Rebel Mc, Sandy Balestra.
Non mangeranno il panettone, ma come diceva il socio A.S intanto noi siamo quelli che se li sono andati a vedere e siamo noi quelli che la mattina dopo si dovevano svegliare alle 7 per andare a lavorare. Lo spirito della donna, il sogno e grande incubo, grazie al Genio, rivive e ci fa rivalutare l’ultimo apporto alla causa 883 di Mauro Repetto (aveva ragione Zingales, come al solito) e di Paola e Chiara.
Come direbbe Jane Birkin, genial.

6 commenti:

Zonda ha detto...

Hanno fatto "Una Giapponese a Roma"?

accento svedese ha detto...

Per me l'hanno fatta, ma Non si capiva nulla. Tutte le canzoni suonavano uguali.

deliri, desideri e distorsioni ha detto...

E' giorni che penso che mi ricordano troppo qualcosa ed ora, l'illuminazione....
http://ilpleonastico.blogspot.com/2008/10/volte-ritornonano.html

Anonimo ha detto...

non mi compare niente delirius...puoi rimetter il link?

accento svedese ha detto...

fantastico

Vom ha detto...

Sublimi!

Anch'io ho avuto la sventura di incappare nel Genio della lampadina e ne porto tuttora i segni.
L'indecenza è decente di fianco a loro.
Praticamente la leccese canta una cover infinita di "Muscolo rosso", ma con testi non interessanti e non intelligenti.


VOM