domenica 5 luglio 2009

LA SCIMMIA SULLA SCHIENA, IL GRANCHIO NEL CERVELLO, UN TIGRE NEL MOTORE: lo stato della Scena Indie Italiana


Notizia bomba: abbiamo ritrovato Bubbles (qui a fianco ritratta/ritratto insieme ad Enrico Ruggeri in una foto dei tempi d'oro in cui accompagnava lo stesso in giro per il mondo). È stata dura, abbiamo dovuto cercare molto ma, grazie al decisivo aiuto di Giovanni De Gennaro, ce l'abbiamo fatta. E Bubbles era dove meno te lo saresti aspettata: vive con Syria, famosa cantante partita da Sanremo Giovani, passata per varie cliniche di disintossicazione e finita a cercare di rifarsi una verginità in ambito indie/electro. Bubbles vive con lei, e la sta aiutando in questa impresa.

Ne abbiamo approfittato per intervistarla (Sirya o Bubbles, tanto è uguale – chiedevamo a Syria e rispondeva Bubbles, chiedevamo a Bubbles e rispondevano Syria e Silvio Sircana) ed abbiamo deciso di porle le stesse dieci domande che Andrea Girolami le ha posto senza ottenere risposta alcuna. Ne è venuto fuori un illuminante quadro sullo stato della musica indie italiana, da manuale del giornalismo.


AS: Cosa vuol dire per te essere "alla moda" oggi?

SYRIA: Ritengo particolarmente allarmanti i dati diffusi dalle associazioni mediche di settore. Credo sia importante, oltre che riconoscere i disturbi alimentari come malattie sociali, puntare sulla prevenzione perché il primo aiuto al malato deve arrivare dai contesti a lui più vicini, quello della famiglia, della scuola e degli amici. La campagna - spot tv, messaggi radiofonici e affissioni - non ha tratti scioccanti. Preferisco una linea soft rivolta soprattutto alle famiglie e agli amici di chi soffre di questo tipo di disturbo.

AS: Nella tua parabola artistica sei passata da Sanremo ad un disco di cover di band indie. Fino alla nuova esperienza elettronica. C'è differenza tra un ambiente e l'altro? Se si quale.

SYRIA: Andrò a votare. Sono favorevole, a favore di ciò che serve a semplificare il quadro politico attuale. Però mi rendo conto che non ci sono le condizioni perché questo referendum possa passare.

Se è in gioco la stabilità di un governo che sta facendo bene per il Paese, io prediligo, rispetto alla semplificazione del quadro politico, la stabilità del governo. La semplificazione del quadro politico gli elettori hanno contribuito a formarla con le ultime elezioni, in cui sostanzialmente il sistema politico italiano si è diviso in un bipolarismo abbastanza evidente.

AS: Tra i tuoi top friends di myspace ci sono Ladyhawke, La Roux, Peaches. Ti senti il corrispettivo italiano di progetti di questo tipo? Quali sono i tuoi dischi "di genere" di riferimento?

SYRIA: Buh! Buh! Uh UH UH BUH HUAHH BU BU BH Buh UH!

AS: Il videoclip di Esco è formato quasi interamente da foto in successione nel tipico stile delle raccolte di immagini di serate da club. Cosa rappresenta per te questo immaginario? Come sei entrata a farne parte?

SYRIA: Saranno diffusi attraverso opuscoli e manifesti il numero verde per i casi per i casi di violenza a scuola e il numero verde contro la violenza sulle donne, e nel corso della settimana presso tutte le scuole saranno promossi incontri, dibattiti, conferenza che avranno come obiettivo quello di diffondere la cultura del rispetto e della legalità, del contrasto a ogni forma di discriminazione, che sia basata sul sesso o sulla razza.

AS: I protagonisti del video sono persone che frequenti anche nella vita reale? Con che criterio avete scelto i partecipanti?

SYRIA: Oggi sigliamo due protocolli d'intesa con l'obiettivo di predisporre un'azione sinergica contro ogni forma di violenza e discriminazione, in linea la strategia della tolleranza zero del Governo. Vogliamo prevenire fenomeni che purtroppo registrano ancora picchi allarmanti''

AS: Alla pubblicazione del video in molti ti hanno accusata (anche tra i commenti del clip su youtube, poi rimosso) di calvalcare una moda costruita a tavolino e scarsamente rappresentativa del resto della scena elettronica italiana. Come rispondi a queste accuse?

SYRIA: La tratta di esseri umani è un fenomeno molto più vasto di quanto si possa immaginare. Le mie congratulazioni vanno alle forze dell’ordine che hanno smantellato il traffico di Nigeriane costrette a prostituirsi in Italia .La maxi operazione ha colpito quel vasto mercato che, secondo gli ultimi dati raccolti, conta ben 54.559 vittime di tratta nel nostro Paese. Di queste, 13.517 - di cui 938 minori - sono state inserite nei progetti di protezione sociale, 9.663 sono state avviate ai corsi di formazione e 6.435 in progetti lavorativi. Le vittime di tratta sono costrette a vivere in clandestinità e in una condizione di dipendenza psicologica e fisica dai propri trafficanti. E’ quindi fondamentale continuare a far sentire la presenza delle Istituzioni. Il Ministero per le Pari Opportunità ha attivato un numero gratuito antitratta (800 – 290 – 290) che in poco meno di un anno ha registrato 14.560 chiamate e che per tale motivo è stato maggiorato del 10% nella struttura. Trovo anche molto importante il sistema di identificazione genetica mondiale per bloccare il traffico di esseri umani che, secondo le denunce dell’Onu, riguardano nel mondo 2 milioni di vittime, soprattutto donne e bambini. Ci impegneremo affinché possa esserne al più presto avviata la sperimentazione anche in Italia.

AS: L'immagine che viene fuori dal video è di una scena cittadina molto attenta alla moda, estremamente curata, allegra e vitale. E' così che giudicheresti la vita notturna di Milano?

SYRIA: Buh! Buh! Uh UH UH BUH HUAHH BU BU BH Buh UH!

AS: "Respiriamo Milano", "Noia non so cosa sia", sono frasi del testo di "Esco". Anche se si tratta di un brano volutamente spensierato trovo il tono piuttosto stridente in un momento in cui molti dei locali cittadini (Rolling Stone, Sottomarino Giallo, Plastic, Bitte poi riaperto a mezzo servizio etc) stanno chiudendo e in generale la politica del comune è piuttosto aggressiva. Cosa pensi della questione?

SYRIA: I cittadini italiani, uomini o donne che siano, e gli immigrati regolari sono tutti uguali davanti alla legge. Per questa ragione nessuno può condividere la proposta avanzata oggi di carrozze riservate sui mezzi pubblici ad una singola tipologia di cittadini, siano milanesi o di qualunque altra città, uomini o donne, bianchi o neri. Per diradare il senso di insicurezza che certamente è diffuso in qualche periferia italiana servono, piuttosto che le provocazioni, investimenti sull'integrazione degli immigrati regolari e un sostegno forte all'azione delle forze di polizia. Molte delle misure contenute nel decreto sicurezza già andavano in questa direzione e, certamente, presto sarà possibile riscontrarne gli effetti positivi nelle nostre città.

All'intervista è seguito un buffet preparato dal cuoco di casa Gianni Morandi, ma noi avevamo fretta e siamo scappati a gambe levate.

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