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domenica 3 maggio 2009

L'audace colpo dei soliti ignoti

Un uomo basso, tarchiato, con gli occhiali ed i capelli molto unti si aggirava per il locale con fare furtivo. Indossava un trench beige ed in mano aveva un pendolino che faceva roteare come un forsennato, scatenando l'ilarità generale. I buttafuori lo hanno bloccato e perquisito, pensavano che fosse venuto a vendere pasticche, ma lui ha spiegato che era lì per lavoro e lo hanno lasciato subito andare.
Quell'uomo era Maurizio Mosca, immolatosi per noi che volevamo andare alla serata remember Il Gatto e La Volpe e non abbiamo potuto per cause di forza maggiore. Maurizio è andato ed ha fatto il suo lavoro di grande giornalista, intervistando una giovane agitatrice culturale che solitamente frequenta altri lidi, ma che quella sera stava festeggiando il diciottesimo compleanno nel prestigioso locale ferrarese. Ecco come sono andate le cose.

Sa che ha provocato una fiammante polemica il fatto che Berlusconi vorrebbe candidare letterine e donne dello spettacolo alle europee?
«Fa bene, vuole ringiovanire. E poi se Papi pensa di fare così, stia certo che non sbaglia. Sceglie queste ragazze perché intelligenti e capaci. Non solo perché belle. Il mio motto in politica sarà: ‘‘Meno tasse, più controlli’’. Basta con i furbi che non rispettano le regole».
Lei vuole diventare showgirl e avviarsi all’attività politica. E lo studio?
«Papi Silvio mi ripete sempre che la prima cosa è studiare. Lo sa che ha fondato una università a Milano? L’anno prossimo vorrei frequentarla. Mi iscriverò a scienze politiche».
Noemi, lei ha girato anche un cortometraggio?
«Si chiama Scaccomatto. È stato presentato a Venezia a dicembre scorso. Io interpreto il ruolo della fidanzata di un politico. È tutta una storia di mafia, di intrighi, di caccia ad un diamante».
Insomma, una trama di grande attualità. Torniamo a Berlusconi?
«Lo adoro. Gli faccio compagnia. Lui mi chiama, mi dice che ha qualche momento libero e io lo raggiungo. Resto ad ascoltarlo. Ed è questo che lui desidera da me. Poi, cantiamo assieme».
Quali canzoni?
«Non ricordo il titolo della sua preferita: aspetti che vedo sui suoi cd. Li ho tutti. Ma come fa quella... ‘‘Mon amour, lalalala’’»
Lei quali canzoni preferisce?
«A me piace la musica italiana. Non le canzoni classiche. I miei cantanti preferiti sono Laura Pausini, Tiziano Ferro, Nek. E poi c’è la colonna sonora di Scugnizzi, che io canto spesso con Papi Silvio al pianoforte o al karaoke».
Mi racconta qual è la sua barzelletta preferita tra le tante che il premier le racconta?
«Vi sono due ministri del governo Prodi che vanno in Africa, su un’isola deserta, e vengono catturati da una tribù di indigeni. Il capo tribù interpella il primo ostaggio e gli propone: ‘‘Vuoi morire o bunga-bunga?’’. Il ministro sceglie: ‘‘bunga-bunga’’. E viene violentato. Il secondo prigioniero, anche lui messo dinanzi alla scelta, non indugia e risponde: ‘‘Voglio morire!’’. Ma il capo tribù: ‘‘Prima bunga-bunga e poi morire».
Nei momenti di relax, Berlusconi cosa le confida?
«Fa tanto per il popolo. È il politico numero uno. Non dorme mai. Io non riuscirei a fare la sua stessa vita. Quando vado da lui ha sempre la scrivania sommersa dalle carte. Dice che vorrebbe mettersi su una barca per dedicarsi alla lettura. Talvolta è deluso dal fatto che viene giudicato male. Io lo incoraggio, gli spiego che chi lo giudica male non guarda al di là del proprio naso. Nessuno può immaginare quanto Papi sia sensibile. Pensi che gli sono stata vicinissima quando è morta, di recente, la sorella Maria Antonietta. Gli dicevo che soltanto io potevo capire il suo dolore».
Perché?
«Ho perso un fratello, Yuri, sette anni fa. A causa di un incidente stradale. Ora è il mio angelo custode».
Noemi, per quale squadra tiene?
«Sono patriottica, tifo Napoli. Poi, la mia seconda squadra è il Milan».
Noemi, quando la vedremo in politica, alle prossime regionali?
«No, preferisco candidarmi alla Camera, al parlamento. Ci penserà Papi Silvio».

Spadrillas in da mist rischia, ma alla fine vince sempre.

sabato 2 maggio 2009

Questione di feeling

Ci stanno boicottando.
Mentre andavamo alla serata remeber Il Gatto e La Volpe la Polizia ci ha fermato e ci ha sequestrato gli scooter elaborati. Ok, la legge vieta di fare le penne in scooter, però almeno le elaborazioni ce le potevano concedere. Siamo maggiorenni e vaccinati, siamo intellettuali, siamo intellettuali alla vaccinara e potevano anche chiudere un occhio.
E poi siam ripartiti mestamente a piedi, con le pive nel sacco. Sei ore per arrivare a serata quasi terminata e venire coinvolti in una rissa furibonda, dannati fan di Giulio Barbieri che vincerà le elezioni comunali a Ferrara grazie ai suoi manifesti elettorali che ormai sono un inno alla sodomia.
Il risultato è stato che non abbiamo visto un secondo dell'evento in questione.

Avremmo potuto inventare un report come fanno tutti, ma noi abbiam scelto di non fare nulla limitandoci ad attendere che Maurizio Mosca, il nostro compare che era presente all'interno del locale, finisca di editare l'intervista esclusiva ad un personaggio esclusivo che ha fatto quella sera e ce la invii. A breve comunque la pubblicheremo, boicottaggi permettendo.

domenica 7 dicembre 2008

Master of Puppets

Questa settimana è stata una settimana di tensione per la redazione di Spadrillas in da mist.
È successo che dopo il concerto di sabato scorso Maurizio Mosca non ha più dato notizie di sè e non è più tornato a casa dai suoi cari (che poi siamo noi). Non rispondeva alle chiamate, non si faceva vedere, non pendolava, non faceva nulla di nulla e come al solito non diceva nulla di sensato. Al Covo si era nascosto tra la folla, nessuno lo ha notato ma c'era anche lui a seguire i Faint e a cercare sempre nuovi scoops e gossips da riportare su queste umili pagine.
Abbiamo aspettato, abbiamo chiesto in giro, abbiamo telefonato, ma nulla.

Poi sabato pomeriggio squilla il telefono. Era il direttore artistico del Covo che ci avvertiva che Maurizio, il caro vecchio Maurizio Mosca nostro collaboratore, era rimasto una settimana chiuso nel locale e che bisognava andarlo a prendere altrimenti lo avrebbero consegnato alle Forze dell'Ordine perché, spinto dai morsi della fame, ha mangiato tutta la scorta di noccioline e salatini del locale causando danni per migliaia e migliaia di euri. Noi lo abbiamo lasciato lì ma poi, spinti dalla compassione per il prossimo, lo siamo andati a recuperare in serata e lo abbiamo riportato a casa, pagando al locale i danni mediante un assegno firmato dal Direttore Cicciabomba.

Lo abbiamo trovato nei giardinetti adiacenti, bagnato come un pulcino e smarrito come una Pecorella (nel senso di Gaetano) smarrita. Ci ha raccontato che si era camuffato talmente bene che nessuno si era accorto di lui, però poi al momento della chiusura nessuno ha aspettato che uscisse ed è rimasto una settimana lì da solo in preda ai suoi demoni personali.
Senza dubbio una brutta avventura, culminata però con un lieto fine: Maurizio è riuscito ad entrare in possesso della scaletta del concerto che, per rispetto della sua prestigiosissima carriera, riportiamo sulle pagine di questo altrettanto prestigioso blog.
Grazie Maurizio, sei un maestro di vita per tutti noi.

lunedì 18 agosto 2008

LA CRUDELE LOTTERIA DEI CALCI DI RIGORE

Il dato di fatto è che Energade è da bere con gusto solo perché si bevendola rischia molto grosso. Al suo interno non c'è nulla di reale (nemmeno la frutta con cui dovrebbe essere stata preparata), tutto è preparato in laboratorio e dunque berla diventa un gesto autenticamente nichilista. E fin qui ci siamo, però c'è molto, molto altro da dire.
C'è che bere Energade alla stazione di Ferrara al ritorno da una lunga giornata lavorativa fuori città, ma soprattutto dopo una corsa per raggiungere il treno ed un viaggio in un vagone stipato di uomini resi bestie dal lavoro oltre che gesto nichilista è pure un gesto autolesionista, ai limiti del punk nel vero senso del termine. C'è che Energade è disponibile in tre commercialissime versioni (limone, arancia, arancia rossa) ed alla macchinetta della stazione di Ferrara viene servita fresca al punto giusto al modico prezzo di un euro e cinquanta. Dunque, qualcosa di favoloso.
Ferrara – Stazione di Ferrara, la chimica è al servizio dell'uomo. Da lontano potresti addirittura scambiarla per il ben più famoso Gatorade, ma poi osservi bene e ti rendi conto di quanta poesia c'è in un tarocco maestoso come questo. Stesso font, nome simile, bottiglia identica: ci sarebbero gli estremi per una causa in tribunale ma forse anche alla Gatorade sono stati mossi a compassione e non hanno voluto infierire sul sottoscritto privandolo del piacere dell'Energade fresco in agosto. O forse hanno proprio voluto infierire ben sapendo cosa c'è in quelle infernali bottigliette distribuite nelle stazioni di tutta Italia, ma gliela perdono perché bisogna ammettere che Energade è più buono dell'originale ed ispira pure simpatia ed amicizia.
L'Energade purtroppo è così: fa tenerezza, apporta tutti i sali minerali necessari a sostituire quelli persi durante la giornata ma al suo interno contiene mille insidie. Potrebbe anche fare male, ma chi se ne importa? L'importante è buttare nel cestino la bottiglia vuota e non inquinare il mondo che ci circonda, anche se quando si torna dal lavoro non sempre si ha la necessaria lucidità mentale per riuscire a trovare un cestino. E dunque, meglio portarsela in macchina e collezionare cumuli di vuoti a perdere sotto al sedile anteriore. È un gesto ancora più autolesionista, sicuramente più crudele di perdere ai calci di rigore una finale di un campionato.