
Ferrara I Love You But You're Bringing Me Down

Dopo una lunga pausa estiva siamo tornati, e non ce n'è per nessuno. E siamo tornati con una grossa novità, che cambierà le sorti del mondo musicale italiano (ma soprattutto del nostro conto in banca, il che non è male): il format del nostro programma Cantando Ballando è stato acquistato dalla Rai, che ha deciso di adoperarlo per il prossimo Festival di Sanremo. E dunque, il Festival della Canzone Italiana sarà organizzato sulla falsariga di Cantando Ballando (con ospiti in studio vivi e morti, filmati a caso, playback agghiaccianti, lingue felpate, miraggi) e sarà condotto niente popò di meno che dal grande Gianni Morandi (accostare Gianni Morandi ad una locuzione come “niente popò di meno” è assai pericoloso, ma questo è ciò che passa il convento e mi accontento). Una grande vittoria per il team di Spadrillas In Da Mist, che ha sempre creduto in quel programma e si è sempre impegnato al massimo per promuoverlo. Il fatto che la Rai usi il nostro format per il Festival di Sanremo e scelga un conduttore del calibro di Gianni Morandi ci rende davvero orgogliosi e ci fa capire che alla fin fine chi la dura la vince, a dispetto dei maligni e dei superbi.
Ed abbiamo festeggiato a dovere domenica 12 settembre allo Zuni Club di Ferrara, in occasione del concerto in cui i Uochi Toki presentavano in anteprima esclusiva il loro nuovo disco “Dammi tre parole: Sole Cuore Amore” (non ricordo il titolo esatto, facciamo che è questo e non se ne parli più). C'erano tutti, e tutti erano entusiasti per noi ma soprattutto per il nuovo disco del duo hip-hop italo-milanese, un progetto che anno dopo anno, disco dopo disco, from disco to disco, sale sale e non fa male è riuscito a far parlare di sé e a ritagliarsi uno spazio nel firmamento musicale indipendente italiano. C'era pure Gianni Morandi (che - mentre tutti si divertivano, mangiavano sano ed ascoltavano il concerto - ha smaltito i chili di troppo accumulati durante l'estate nuotando a rana in loop in un canale di scolo generatosi per la rottura delle fognature poste di fronte allo Zuni Club) che, intervistato da noi riguardo ai Uochi Toki (qualcosadi tecnico nel report sul concerto dovremo pur metterlo), ci ha detto:
“Innanzitutto i Uochi Toki hanno un live che spacca, dal primo all’ultimo secondo. Enorme presenza scenica, che danno la merda a qualsiasi altro gruppetto del cazzo sulla copertina di NME o di un Jovanotti qualsiasi.
In 2 hanno la potenza di 20 persone.
E musicalmente parlando, io ci sento Orchestra Bagutti, Boards of Canada, Rino Gaetano Sheerea, Mino Pecorecci, The Knife, Mike D'Antona, Roland Ratzenberger, Klaus Davi, metadone e Kraftwerk. che per me sono tutti dei geni.
Sì, i Uochi Toki son l’Hype, con la H maiuscola, ma non sono nè i Ting Tings commerciali, nè i Justice da pura disco impasticcata.
scommettere per credere.
E a dire la verità i Uochi Toki girano già qualche annetto, e la gente ancora se li caga…
“Dito Mano Piede Unghia Unz Unz” è un bel disco. uno dei migliori finora usciti nel 2010, e chi mi conosce lo sa. Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco perchè quello che producono non lo trovo per niente ruffiano, ma assolutamente accattivante.”
Poi il Gianni Nazionale ha proseguito la nuotata, e sembrava molto contento.
E dunque, cosa aspettarsi da un disco nuovo dei Uochi Toki? Cosa aspettarsi da un live di presentazione in anteprima esclusiva Nazionale Senza Filtro (nel senso del film degli Articolo 31 ma anche delle sigarette, tanto per essere nel nostro piccolo veltroniani)?
Il ritorno con il botto o il definitivo passo falso?
Questa è la domanda che tutti si chiedono sul nuovo arrivo in casa Uochi Toki. Uscito involontariamente in anticipo (ah la pirateria! ah la tauromachia), l'album suona come un qualcosa che non te l'aspetti. Nu-metal? beh, già con "Disco Orario Cose Mai Viste" si poteva pensare che si erano discostati dal loro genere "primordiale", ma questo "Lu Sole Lu Mare Lu Divertimentu" lo rinchiude addirittura in un cassetto e ne butta via la chiave. La Chiave il film di Tinto Brass che a dodici anni ti sembrava una gran cosa salvo poi rivelarsi una cazzata nel momento esatto in cui i tuoi genitori ti compravano lo scooter al tuo quattordicesimo compleanno.
E nel cassetto ci sono anche le chitarre accordate in DADGBe, la voce dave-growl e tutto ciò che li ha resi famosi, per dar spazio a tastiere, sintetizzatori e drum machine. Un concept album dai temi impegnati, elettronico e ricco di interludi (almeno 6 cammuffati come tracce)(scritto proprio così, “cammuffati” - perché noi di Spadrillas valorizziamo l'italiano anche quando copiamo le recensioni),ma che riprende anche il cantato rap di Napo (un po' accantonato in Domenica Lunatica). Impegnativo e rischioso, ma allo stesso tempo innovativo: la "Zooropa" dei Uochi Toki, che come gli U2 negli anni 90 (permettetemi il paragone) provano a sperimentare infischiandosene dei successi del passato, del presente e del futuro..
L'album si apre con un doppio interludio che fanno da titoli di testa del "film" che ci attende e subito l'emozionante "Olive verdi fritte all'ascolana alla fermata del treno" in cui le voci di Shimano (una delle special guest dell'album è Mr. Davide Shimano, ossia l'uomo che sta dietro ai cambi delle mountain bike anni ottanta-novanta e ai mulinelli delle canne da pesca – praticamente un eroe dei nostri tempi) e Napo si intrecciano su un tappeto di piano e chitarra con un coinvolgente assolo finale. In "When They Come For Me, The Want Menarmi (Ed Io Corro Forte)" e "Wretched And Queen Are The Same Band, Aren't They?" torna Napo a rappare (in stile Bomfunk MC, direi) mentre il piano di "È sempre bello far piangere un indie" ti fa sbattere le mani a tempo di musica nell'attesa (forse vana) che Gianni Morandi esploda per l'enorme sforzo di nuotare nel guano per tipo tre ore.
La dolce "This Is The End (E Non è Una Cover dei Doors ma dei dARI. Non è la Rai)" fa da intermezzo per “Blackout” in cui Napo prima rappa eppoi urla nel ritornello. La canzone nu-metal dell'album? No, il sound è dannatamente elettronico e new-wawe (scritto proprio “new wawe”, perché noi di Spadrillas quando copiamo le recensioni prendiamo quelle scritte da esperti) che ne fanno l'esperimento forse più riuscito dell'album, trainante e allegro. Allegro ma non troppo, con brio. Sergio Brio, lo stopper della Juve anni ottanta che portava la maglia a maniche corte anche quando la Juve giocava sotto la neve e tutti gli altri avevano i guanti ed il berretto.
"Iridescent" sembra esser uscita invece da un album dei Coldplay o dei Muse, mentre "The Catalyst" (la hit che ha fatto storcere il naso a parecchi fan per sound quasi da discoteca) s'impone come il momento della battaglia finale prima dei titoli di coda che appaiono con l'acoustic ballad "MSN Messenger Is The New Shit".
L'album, influenzato dalle esperienze I Forti di Forte Coraggio e To The Ansaphone dei due leader, tuttavia pecca di durata (solo 47 minuti) ed è potrà essere considerato un po' troppo ambizioso. Non abbiamo davanti "Dark Side Of The Moon", ma sempre qualcosa di interessante da ascoltare. Un album Alternative-pop, che in sostanza permette di capire che l'unica, vera influenza musicale dei Uochi Toki (nonché loro palestra di vita) è stata il videogioco Toki, e dunque i Uochi Toki si chiamano così in onore di quel videogioco anni ottanta-novanta.
Io a Toki ho speso un sacco di soldi, però colui che mi batteva nel ostico campo minato dello sperpero di denaro è un mio amico che rubava i soldi dalla pensione alla nonna poi se li spendeva tutti lì, giocando a Toki. Ed il bello che ad undici anni cambiava cinquantamila lire in monete da cinquecento ed il barista non gli diceva nulla (tra l'altro, il mio amico inseriva tipo ventimila lire in pezzi da cinquecento ed inseriva questa mole di denaro tutta prima di giocare per poter continuare le partite senza doversi nemmeno fermare... una volta arrivò a metterle tutte le cinquantamila, ma guarda caso proprio in quell'occasione andò via la luce ed il barista non gli restituì nulla minacciando di andarlo a dire ai genitori. Due campioni entrambi, sia il mio amico che il barista...), ed ovviamente crescendo è diventato uguale alla scimmia protagonista del gioco (più o meno come i cani che col tempo diventano esteticamente uguali ai propri padroni). E dal vivo i Uochi Toki sono pure meglio che su disco o su videogioco.
(Ill Bill Laimbeer straight outta Sant’anna)
Avrei voluto stupirvi con effetti speciali tipo la rappresentazione grafica di un Teomondo Scrofalo straight outta Via Della Scrofa, Via Gradoli, Via Delle Botteghe Oscure ma dopo aver saltato il canale di scolo dove GGAnni nuotava come un coccodrillo di Pitfall quello del ristorante salentino di fianco se la è presa col primo che passava, anche perché sono uso sempre insultare i fuorisede, Nichi Ventola, Il sud SoundSystem, Edoardo Winspeare, le fighe con le etnies e i baggy panties. E’ capitato così che il tipo è uscito mentre minacciavo di tirare un pasticciotto pieno di merda per distrarre Gianni e poter entrare da Zuni, si è risentito e mi ha fatto aggredire dall’intero pulmann ferrarese “Vota Nichi alle primarie”, che mi ha mandato all’ospedale. All’Ospedale però ho scoperto che su mie pressione son tornati i film di Gloria Guida al posto dei giochi truffa, quindi è una vittoria. Mentre ascoltavo i Uochi Toki pensavo a Toki il fratello di Ken Shiro Wiwa e alla fine è chiaro che è Gesù Cristo. Gli Uochi Toki suonano come quando ti fanno le mosse della scuola di Nanto, specialmente nella persona di Ray quello coi capelli azzurri. Secondo me sono di Alessandria gli Uochi Toki, e si sente. Suoano come la scuola di Nanto, Nando Martelloni, Mc Hammer periodo “Addams Groove”, Gaetano Piorrea insultato dalla curva Fiesole, Egon Von Fustenberg, Kato il motociclista e Necro e i Kraftwerk periodo autobahn meets Lou Reed in Metal Machine Music. Che si sa che Lou Reed si faceva cagare in pancia, e tutto torna. Insomma, sono un gruppo escatologico e escatologico gli uochi toki, vorrei scrivere escatologico ma word me lo corregge automaticamente. Il fatto che sono un gran gruppo è testimoniato dal fatto che mentre suonavano io stavo leggendo Blow Up e capivo, per la prima volta in vita mia, cosa c’era scritto sulle pagine di quella rivista. Che son gente di un certo livello si vede subito, perché hanno una canzone sulla tauromachia, basterebbe quello. E sicuramente hanno visto tutti i primi film di Tinto Brass. Sono la risposta bianca a Massimo Dalek, forse un po’ più intellettuali e un po’ meno necro negro Nekros (inteso come il gruppo punk), e piacciono alla gente che piacciono. E’ rap per bianchi come solo i Dente Di Lupo, Vacilla Ice (word continua a correggermi automaticamente le parole) e appunto Necro e i Neon Phixion hanno saputo fare. Ti riportano al periodo della tua gioventù quando andavi alla festa dell’unità a Copparo a giocare a Toki, Arkan oid, Joust e Super Don Quixote mentre quelli delle case popolari vicine al campo sportivo, se riuscivi a metter le duecento lire prima di loro nel coin-op ti facevano la gag di darti fuoco ai jeans all’altezza del perineo con il gas dell’accendino e usavano gli adesivi “L’Unità è il vostro giornale leggetelo diffondetelo sostenetelo” per attaccarvi un cartello dietro le spalle con su scritto SONO FINCHIO.
Anzi, dal vivo gli Uochi Toki sono pure meglio che la fiamma di un accendino bic svuotato sui tuoi jeans e settato on fire da uno che vive nelle case popolari. Praticamente sono meglio dei Pissed Jeans, vi faran cagare nelle braghe. E tutto torna nel mare magnum dove nuotva Gianni, nel canale di scolo e allo scolo, una malattia che scambierei volentieri perché non la ho mai avuta e so che Maurizio Milani invece sì.
Insomma: anche se non lo ho ascoltato Vantarsi, bere liquori e illudere la donna è un cd della madonna perché in amore la donna vuole tribolare e quando non capisce si innamora. Gli Uochi Toki son dei pirati e dei signor, professionisti dell’amor e dei gamma-idrossibutirrati. Sono gli eredi musicali di un wrestler tipo Richard Rood aka Ravishing Rick Rude praticamente. A buon intenditor vai a fare in culo.
Così succede che Nek abbia deciso di querelarci perché in trasmissione abbiamo detto la sacrosanta verità - ossia che porta il parrucchino da un tot di anni – e la rock band italiana più importante degli anni 90 - i Litfiba- ha deciso di organizzare un festival a Carpi in nostra solidarietà per raccogliere fondi e pagarci le spese processuali in nome della libertà di espressione. Che Nek sia un ingrato che ci fa causa per tentare di partecipare all’Isola degli Zombies è dimostrato dal fatto che siano stati proprio i 4 redattori di Spadrillas In Da Mist nel 1998 i responsabili dei 28000 lire di incasso che fece il succitato film Laura Non C’è nonostante le sue posizioni pro-life e prolife benessere intestino (che sono dei grossi inserzionisti del gruppo editoriale L’Espresso e tutto torna) Come se non bastasse non è stato Gianluigi BRondi a scrivere l’unica recensione positiva del film: eravamo noi i ghost writers e anche i ghost whisperers. Vai a far del bene alla gente e vatti a fidare di uno che tra le altre cose è stato coinquilino di Jovanardi e militava con lui nei gruppi universitari di CL ma solo per chiavare e mettere incinta apposta le militanti.
Oltretutto succede che la casa discografica dei Litfiba sia la stessa di Nek ed abbia deciso di impedire loro di organizzare una cosa del genere. Una coincidenza mai accaduta, di quelle da far saltare tutto il festival (a cui hanno partecipato pure Elio e Le Storie Tese e il cadavere di Patti Smith), sempre in nome della nostra libertà di pensiero. Ci teniamo a precisare abbiamo dato il placet alla presenza del cadavere di Patti Smith perché abbiamo una certa propensione alla nekrofilia e perchè volevamo essere sicuri che l’ossuta strega che si proponeva di salvare il rock, blaterando sulla morte presunta del genere e atteggiandosi a profetessa di un revival cristiano e pavoneggiandosi come ragazza qualunque fosse morta. Con buona pace di una certa critica di sinistra sempre pronta ad osannarla e con buona pace di Scarubbi dal quale abbiamo copiato quello che abbiamo appena scritto. Comunque per la cronaca il cadavere di Patti Smith ha voluto essere pagato ma noi in cambio abbiamo sniffato parte delle sue ceneri fino a perdere il controllo degli sfinteri cagandoci addosso)).
Tutto ciò sembrerebbe uno scherzo dello Zio Litibia, ma bello. Rock. Bello. Rock. Bello. Rock. Bello. Rock. Bello. Rock. Bello. Rock. Bello e litigarello. Bello e Giorello. Suonato con compattezza. Senza fronzoli. Super senza fronzoli, come in una memorabile vecchia gag di Benny Hill. Capace di catturare, come le gags di Benny Hill replicate per decine di anni, sempre le stesse, sempre le stesse risate finte e la gente continuava a guardarle anche se quel pederasta di Benny Hill era morto da dieci anni ed era deceduto pure il vecchietto che da lui si prendeva sempre le sberle sulla crapa pelata. Belle come un quadro di Teomondo Scrofalo o come un film tipo Metti che ti rompo il muso aka Suppose I Break Your Neck, che citiamo solo per minacciare velatamente chi ci ha querelato. Laura non c'è, è andata via perché ha sgamato che porti il parrucchino. Nek, è giusto che tu sappia che Laura è andata via perché sei un cesarato.
Rock insomma, anche se i Litfiba non hanno più lo smalto (sulle unghie) ed il carisma di un tempo ma non dimostrano per nulla vecchiaia, bensì una perenne voglia di mettersi in gioco. Gioca Jouer, con Cecchetto davanti e dietro tutti quanti. Un po’ come la riedizione dei vecchi fumetti de Il Tromba quando l’editore della casa editrice Lo Squalo ha deciso di presentarsi alle elezioni con la lista Tromba Su Bandiera mettendo capolista Alberto Tomba, indimenticato eroe protagonista di Alex l'ariete, uno dei film più brutti di sempre grazie, come al solito alla sceneggiatura di Dardano Sacchetti. E questa volta Piero e Ghigo di Tacco hanno deciso di mettersi talmente in gioco dandoje de punta e de tacco con la sora Assunta e la sora Lella che per aggirare il divieto imposto dalla loro casa discografica a difesa del parrucchino di Nek hanno assunto il nome di Litfibia e ci hanno salvato il culo con un'esibizione memorabile, da veri signori che con grande umiltà dopo la tanto attesa reunion hanno rischiato di perdere il contratto con la loro casa discografica solo per difenderci da accuse infondate. E sono anche stati querelati dal Colonnello Gheddafi che a suo parere aveva colto nel cambio nome una sottile presa per i fondelli verso la Libia e per rappresaglia oltre alla querela ha tirato n’altro paio di petardi in direzione Capri (l’aveva già fatto con Lampedusa tempo fa d’altronde). Per fortuna che l’Italiano di Gheddafi lascia ancora un po’ a desiderare così che ha confuso Capri con Carpi. Se l'avesse confusa con Ciampi sarebbe stata bufera, sia che si trattasse di Carlo Azeglio Ciampi che di Piero Ciampi. Non osiamo immaginare cosa sarebbe successo se avesse bombardato gli stabilimenti dove si fabbrica il cibo per cani Chappi (la cui pubblicità era girata a Francolino di Ferrara, e tutto come al solito torno). Probabilmente ritorsioni a base di merda di cane, come in un film di John Waters ma con Gianni al posto di Divine.
Ma parliamo dei Litfibia, perché questa marchetta gli è dovuta.
Sono proprio la semplicità, l'umiltà, la simpatia e la bravura le qualità che rendono i Litfibia una band ancora viva, scalpitante, con qualcosa da dire. Sebbene la storia abbia posto la band di fronte ad un drammatico bivio, Ghigno Fronzulli, il chitarrista e leader storico della band, non ha alcuna intenzione di mollare la presa e lotta insieme a Piero Pelù in difesa dei nostri diritti (e del nostro conto in banca). Prima del concerto quando gli chiediamo chi sono i Litfiba oggi, lui, con una tranquillità quasi estatica, ha risposto: " I Litfiba stasera non esistono perché altrimenti ci fanno causa anche a noi. Stasera siamo i Litfibia, ovvero quelli che vedi in questa stanza". Poi lascia passare qualche secondo, e aggiunge: "Sicuramente siamo una rock band di culattoni raccomandati, più che mai culattoni per questo periodo. Litfibia: ossia, situazione punk, butt-plug and play. Nailed in the ass, gay till I die per dirla alla Gayrilla Biscuits… Fatevi sotto e fatemela sotto". E poi, non contento, ha rincarato la dose: “E per il dopoconcerto vogliamo un po' di quella brown dell'86, quella che te la sparavi ed iniziavi a decollare come un F-16”. Come a dire: non ce ne frega niente, Ognuno segue la sua strada, e non temiamo di certo confronti col conto in banca di una quindicina di anni fa. Poi, già che c'era Ghigo si è addirittura permesso di sciommiottare Piero Pelù, cantando smorfiosamente "Io ci saroaaaaa, con tutto il mio a e n t u s i a s m o a a a a... Wwaaaaammmmm, ppipipipiuuuuuuuuuuuuuum, aaha-haha-haa-a-a-aaahaha, zzzzzuuuuuwwwwwaouuuuuzzzzzzzzzz " . Pierò Pelù non ha minimamente reagito perché sulla schiena aveva l'esercito delle dodici scimmie e aveva ormai perso i sensi. Ghigo era in banana dura come ai vecchi tempi, Piero si è ripreso prima di salire sul palco. Magia di una notte. Notti magiche inseguendo un goal. Il fratello della Nannini che perde nuovamente l’uso braccio facendo violent dancing come fosse ad un concerto dei Madball, Tony Esposito, Tullio De Mauro e Tullio De Piscopo che guardano insieme le repliche di Magic America facendo delle sciarade-gang bang con la Venere Bianca che presenta video hardcore con Dennis Rodman attore/attrice principale. Potenza della lirica dove ogni dramma ha un falso che con un po' di trucco e con la mimica puoi diventare un altro, tanto è che nel backstage è comparso pure Nek con un laccio al braccio e Milly D’Abbraccio che gli ciucciava il cazzo. Nek in fattanza ha definitivamente perso ogni senso del pudore, si è tolto il parrucchino e l'ha posato sopra al pube della D'Abbraccio come per raddoppiare il vello, finzione che diventa realtà e realtà che supera la fantasia. Noi abbiamo fotografato Nek pelato – tanto per chiarire che ogni dramma ha un falso che con un po' di trucco e la mimica può diventare un'altro – ed abbiamo inviato il tutto al nostro avvocato Cesare Previti e alla redazione di Libero. Nek rideva tantissimo, però intanto abbiamo la causa in tasca e a lui non resta che pagare caro, pagherete caro pagherete tutto. “E i soldi per i games chi glieli dà? Dica, nessuno! Dica, nessuno!”, come dicevano Elio E Le Storie Tese ai tempi dei mondiali di calcio in America, mentre tutti guardavano in tv partite inutili ed in contemporanea su Italia 7 andava in onda Colpo Grosso condotto da Carmen Russo Jervolino col marito Enzo Pierpaolo mamma Li Turci Capovilla Vien Dal Mare. “Che sia odio o che sia amore, passerà.”, come diceva Aleajndro Baldi prima di cadere nel dimenticatoio sostituito nel cuore della gente da un Bocelli qualsiasi, in attesa di venire rivalutato e reahabilitato da Lady Gaga, dalla quale noi ci faremo butt pluggare and play molto volentieri, solo per superare a destra e a sinistra il dibattito, con scappellamento a destra e sinistra come fosse antani il solito dibattito “Lady Gag piace a quelli di destra e di sinistra”: sono categorie obsolete. Anzi, diciamo pure che ci faremo volentieri cagare in petto da Lady Gaga, in un video patinato, da lei col chiodo dei Doom. Roba da Vice Magazine, insomma. Ed infatti noi Vice lo sfogliamo solo ed esclusivamente mentre siamo al bagno ad espletare le nostre funzioni corporali essenziali, dunque tutto torna. Torna torna Tornatore, like Tornatore and camorrista, beach beach boys vita da surfista.
E come è stato il concerto una volta che la band è salita sul palco? Questa reunion Pelù-Renzulli (perchè di questo si tratta, anche se alla batteria c'era – incredibile a dirsi – Gringo De Parma manovrato dai due protagonisti del film Weekend con il morto che lo avevano scambiato per Alan Lomax), sotto il nome Litfibia riprende il discorso interrotto dopo l'uscita di Spirito (1994), snobbando di fatto parzialmente Mondi Sommersi e del tutto un disco come Infinito, campione di vendite, ma che rappresentò di fatto la fine del loro sodalizio discografico e amichevole (erano compagni di merende, e condividevano gioie e dolori, donne e motori, sudori e malori. Il Teatro degli Orrori, l'Aratro dei Sudori e anche il Canton Dei Grigioni). A tal proposito ricordiamo di aver assistito alla loro ultima esibizione live in quel di Monza, all'interno di un festival nel 1999, assieme al mio amico Faust’o che mi era appena stato presentato da Massimo Boldi che a sua volta aveva appena coverizzato la sua canzone Poco Zucchero Filato Nero e che ad un certo punto si sono materializzati sul palco tutti assieme inneggiando a Charles Manson, ai Gnarls Barkley a Charles Barkley e ai New York Knicks quando ci giocava Freak Anthony Mason). Come successe a Danny De Vito e ad Arnold Schwarzenegger nel film I Gemelli, Faust'o in quella occasione ha scoperto di essere il fratello gemello diverso del famosissimo dj Frank'o Moraghi ed ha assunto seduta stante il nome di Faust'o Moiraghi, scappando con il suo nuovo fratello ad un rave al Pala J al Lido Degli Scacchi (Faust'o ha fatto il vocalist mentre Frank'o metteva un par di dischi, che bello spettacolo. Altroché Litfibia che stavano per sciogliersi...), mentre il gruppo per cui ci eravamo mossi in massa ci ha deluso parecchio. Concerto da separati in casa, ognuno svolse il suo compito senza interagire con l'altro, come se un enorme muro di plastica trasparente li dividesse e questo il pubblico lo percepì benissimo. Un muro di plastica e di metano, perché erano talmente fatti che emettevano peti rumorosissimi e molto puzzolenti. Dei peti rock, per la gioia dei ragazzi delle prime file. Da questo concerto nacque un nuovo genere, il power metan, ma questa è un’altra storia, torniamo all'esibizione di Carpi.
A 11 anni di distanza, un concerto in onore nostro e di Gianni Minà ma senza alcun brano tratto da Desaparecido: ciò nonostante i Litfibia hanno spaccato, e in culo a Nek e al suo parrucchino (e alle querele de Brest). Musicalmente la band (completata dal bassista Salvatore Bagni, già nei Litfibia nel 1994 prima che Enrico La Loggia bullshit Propaganda due rapisse la salma del figlio per vendicarsi delle sparate anti Andreotti del mitico concerto del primo maggio fatte da Pelù e dal tastierista Federico Segona che poi ha cambiato cognome ed è andato a suonare nei Ministri), si avvicina al suono hard rock boombastico tutto Wwaaaaammmmm, ppipipipiuuuuuuuuuuuuuum, aaha-haha-haa-a-a-aaahaha, zzzzzuuuuuwwwwwaouuuuuzzzzzzzzzz di "El Diablo", punto da cui ripartire se si vuole ricostruire e dare un seguito all'avventura. La scaletta del concerto (n.d.r. copiaincolliamo a caso da una recensione di dodici anni fa, tanto la scaletta è uguale – non ci siamo segnati i pezzi che hanno suonato perché eravamo impegnati a spacciare Roipnol ad una festa dei giovani del PdL che si teneva in una discoteca vicino alla location del concerto) ha pescato equamente dai restanti album. Resta e Ferito (inglobata dentro la lunga Tex) le sole estrapolate da quel capolavoro che fu 17 Re. Suonano metà Litfibia 3 (Ci sei solo tu, Paname, Cuore di vetro, Tex, in una allungata versione con Ghigo protagonista di buoni assoli ed una intensa e provocatoria versione marziale di Bambino cantata dentro una valigia e ribattezzata Kappler Bambino alla fine della quale Piero ha chiesto la liberazione di tutti i detenuti politici e di togliere il divieto ai 18 anni a Cannibal Holocaust perché secondo lui Barbareschi è un eroe del nostro tempo). Il passaggio dalla band anni ottanta a quella del decennio successivo è rappresentato da Desaparecido contenuta in Pirata Pantani, il disco che vide il cambiamento radicale nella musica del gruppo, la fuga sul MortiRolo di Marocco lo e le prime cifre di vendita aumentare notevolmente (la recensione dice proprio “prime cifre di vendita”, sembra scritta da Renato Pozzetto)). Gli anni novanta aprono il concerto con Proibito, mentre in El Diablo Chiappucci, c'è occasione per inneggiare alla cedrata Tassoni (sponsor ufficiale di quel concorrente) e punzecchiare Ratzinger, Reizeger e la memoria di Ratzenberger, in Gioconda, Pelù si lascia andare al suo solito sermone contro il matrimonio, il patrimonio, il mercimonio e il pinzimonio e la notte della Taranta (scambiata per una festa organizzata da Tarantini). La roba che gli abbiamo procurato era buonissima, e sul palco ha fatto un paio di numeri degni dei Rammstein, tipo darsi fuoco con un lanciafiamme senza ustionarsi oppure tirarsi fuori il coso e menarselo di fronte a tutti, tipo Luigi Montefiori in Le Notti Erotiche Dei Morti Viventi nella scena di sesso col cadavere di Patti Smith. Ad un certo punto è addirittura salito sul palco Pete Capovilla, ma le abbondanti libagioni erano già esaurite e lo spettacolo terminato. I tipi della security l'hanno sollevato di peso e scaraventato in mezzo alla folla, al momento risulta disperso e sono stati trovati solo un paio di incisivi, come quella volta al Renfe di Ferrara in cui Pete ci ha lasciato un paio di premolari cadendo sulla fioriera davanti al ristorante cinese Drago D’Oro perché, per non essere da meno del fratello Gallagher quello che si iniettava la birra in vena si era fatto fare un clistere di sakè da Anna Paola Plaster Caster Vegan (la prima groupie sxe della storia). Speriamo che Piero Marrazzo, il conduttore della prossima edizione di Chi l'ha visto, riesca a trovarlo. Siamo molto preoccupati per lui, ma nulla riuscirà a rovinare l'emozione che una grande band come i Litfibia ha saputo trasmetterci.
Non finiremo mai di ringraziarli per tutto ciò che hanno fatto per noi. Musicalmente solo Andrea Mingardi portando a Sanremo Alessandro Bono aveva osato di più.